Course on Statistical and epidemiological issues in human biomonitoring studies: An hCOMET course

Si è conclusa venerdì l’iniziativa europea COST al San Raffaele di via di Val Cannuta

Un corso destinato a ricercatori giovani e senior con interessi scientifici nel campo del “biomonitoraggio umano”, ovvero la misurazione della concentrazione di determinate sostanze nei liquidi e nei tessuti del corpo umano, utilizzato ad esempio per valutare l'esposizione a inquinanti ambientali. Si tratta di “Course on Statistical and epidemiological issues in human biomonitoring studies: An hCOMET course”, un’iniziativa europea COST (European Cooperation in Science and Technology) svoltasi dal 26 febbraio al 2 marzo presso il San Raffaele di via di Val Cannuta, che ha visto la partecipazione di studenti, medici e docenti provenienti da ogni parte d’Europa e ha affrontato la maggior parte degli argomenti cruciali su progettazione, organizzazione e analisi statistica di dati provenienti dall’utilizzo dei biomarcatori negli studi su popolazioni umane.

«Il focus dell’incontro, che ha contemplato sia l’apprendimento teorico interattivo che la formazione pratica, è stato il cosiddetto “test della cometa”, un test per misurare il danno al DNA utilizzato sia nel monitoraggio di popolazioni esposte ad agenti nocivi (come ad esempio inquinamento atmosferico, scorretti stili di vita caratterizzati da abuso di fumo o alcool o da un’alimentazione non sana), sia nello studio preclinico nell’evoluzione delle malattie», spiega il Prof. Stefano Bonassi, docente del corso ed epidemiologo ricercatore presso l’IRCCS San Raffaele Pisana di Roma.

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